Ci sono partite che raccontano chi sei, ancora prima di dire cosa hai fatto.
Virtus SRB – Sant’Anna Morena 59-58 giocata domenica 3 maggio è una di quelle.
Al Pala Virtus va in scena una partita intensa, fisica, vera.
La Virtus parte forte, anzi fortissimo: ritmo alto, aggressività, idee chiare. I ragazzi in maglia gialloviola impongono subito il proprio gioco, costringendo Morena a rincorrere.
Il vantaggio cresce fino al +15 (30-15), segnale di una squadra in controllo, capace di interpretare al meglio il piano gara. Anche quando gli avversari provano a rientrare, la Virtus tiene, chiudendo il primo tempo avanti 35-26.
Ma le partite vere non sono mai lineari.
Nel terzo quarto succede ciò che nessuno vorrebbe: capitan Diodato è costretto a lasciare il campo per un infortunio al polso, poi confermato dal trasferimento al pronto soccorso.
Un colpo durissimo.
Tecnico, certo. Ma soprattutto emotivo.
La squadra perde il suo riferimento sotto canestro e si ritrova a giocare senza lunghi di ruolo per oltre un quarto e mezzo. Morena ne approfitta, cresce, accorcia, fino al 42-40 di fine terzo periodo.
La partita si riapre completamente.
L’ultimo quarto è una battaglia sportiva nel senso più puro del termine.
Sorpassi, controsorpassi, contatti, tensione.
Poi, nel momento decisivo, arriva il gesto che fa la differenza:
👉 canestro dall’angolo di Cuzzucoli
👉 +1 Virtus
👉 59-58 finale
Una vittoria sofferta, cercata, voluta.
Ma è solo il “primo tempo”.
La formula dei quarti di finale non lascia spazio a interpretazioni: conta la somma dei punti tra andata e ritorno
Questo significa che il +1 conquistato domenica ha il sapore di un pareggio.
Tutto si deciderà:
📍 Mercoledì 6 maggio – ore 18:20
📍 Campo Sant’Anna Morena
Il valore di un gruppo (prima ancora della squadra)
Questa partita però non nasce domenica.
Nasce molto prima.
Nasce da anni di sacrifici, allenamenti, passione, grinta e legami costruiti fuori dal campo.
Un’esempio è stato proprio il weekend lungo appena trascorso.
Venerdì 1 maggio, tutta la squadra con le rispettive famiglie si è ritrovata per una scampagnata condivisa anche con il coach. Un momento semplice, ma fondamentale: stare insieme, consolidare relazioni. Prima di essere compagni di squadra si è amici, e sono diventati amici anche i genitori e i fratelli dei nostri atleti. Una vera famiglia.
E poi sabato 2 maggio, dopo l’allenamento pre-partita, altro momento da ricordare negli spogliatoi: la famosa “scommessa della barba” con coach Daniele Maffeo. La squadra è riuscita ad arrivare alle “final 8” nel campionato FIP (e in semifinale con l’U14 nel campionato AICS) e coach Maffeo ha onorato la promessa fatta ai suoi ragazzi, sottoponendosi al taglio di gruppo della barba.
Piccoli dettagli?
No.
Sono questi momenti a creare fiducia e appartenenza.
Sono questi momenti a trasformare un gruppo di ragazzi in una SQUADRA VERA.
E quando poi succede qualcosa di difficile in campo – come l’infortunio del capitano o la partita che cambia improvvisamente – è lì che emergono i valori costruiti fuori dal campo.
Una vittoria che racconta chi siamo
Giocare senza il capitano.
Giocare senza lunghi.
Giocare con un’infermeria piena.
Eppure vincere.
Non è solo una questione tecnica.
È una questione di identità.
La Virtus U13 Gold oggi non è solo tra le migliori squadre del Lazio.
È un gruppo che ha imparato a resistere, adattarsi e lottare insieme.
E ora si sogna, insieme
Mercoledì sarà battaglia.
Servirà tutto: testa, cuore, energia.
Ma una cosa è certa: questa squadra ha già dimostrato di avere qualcosa in più.
E quel qualcosa… non si misura nel tabellino. 💛💙🏀




























