Sabato scorso quella che si è giocata non è stata semplicemente una partita. È stata una data storica.
Il 24 gennaio 2026 segna ufficialmente l’ingresso della Virtus nel mondo del seniores femminile: debutto assoluto in casa delle W-irtus, squadra over 18, nel campionato CSI Open femminile. E il modo in cui questo primo passo è stato fatto dice già tantissimo.
L’avversario non era di quelli semplici. Monte Sacro è una realtà conosciuta, con un roster composto in larga parte da giocatrici abituate alla Serie C. Un banco di prova vero, in un campionato nuovo, contro squadre nuove, in un contesto tutto da scoprire.
Come ha sottolineato coach Nino Capolongo a fine gara:
«Prima di tutto dovevamo capire chi fossimo noi, prima ancora di preoccuparci delle avversarie. Bastavano pochi minuti per capirlo».
E infatti bastano pochissimi minuti. 7-0 immediato, controllo del ritmo, identità chiarissima. Da lì in poi la partita prende una direzione precisa. Il primo quarto è una dichiarazione d’intenti: difesa feroce, appena due punti concessi, intensità altissima.
Coach Gioele Cascone lo racconta così:
«L’impatto difensivo è stato impressionante. Quella è stata la chiave che ci ha permesso di guidare la partita dall’inizio alla fine».
Monte Sacro prova a rientrare nel secondo quarto, alzando fisicità e ritmo, ma le W-irtus rispondono con lucidità e mantengono un margine rassicurante. Nel terzo periodo arriva anche il massimo vantaggio, +25, prima di una reazione d’orgoglio delle ospiti e di un fisiologico allentamento della morsa.
La vittoria, però, non è mai realmente in discussione.
A trascinare la squadra “dall’altra parte della linea della vittoria” una Elisabeth Hastings dominante, ma sarebbe riduttivo fermarsi lì. Le giocate difensive di Martina Canu e Chiara Bellanti sono pura energia, letture, sacrificio.
Quando Monte Sacro prova a rientrare, ci pensano Emma Mazzali, con due penetrazioni pesantissime, e Valeria Sallusti, con canestri veri e propri spezzagambe, a spegnere l’entusiasmo avversario.
E poi c’è il momento simbolo. Il primo canestro della storia delle W-irtus porta la firma di Giulia Casanova. Due punti che valgono molto più di un tabellino.
«Quei due punti sono l’inizio di tutto», sorride Capolongo. «E ora aspettiamo le paste, perché la tradizione va rispettata».
La prima vittoria è in cassaforte, ma soprattutto c’è una sensazione nuova nello spogliatoio: consapevolezza.
«Ora sappiamo chi siamo e cosa possiamo fare», conclude Capolongo. «E questo cambia tutto».
Buona la prima, W-irtus!
Questa nuova avventura è appena iniziata. E promette molto, molto bene. 💛💙





